

Come non gettare un occho sulla scrittura e sulle lingue che musicano il mondo di Tolkien.
Alla fine della Terza Era, la lingua che viene comunemente parlata dagli abitanti di tutto il mondo è L'Ovestron, o Lingua Comune.
In seguito si tratterà anche degli idiomi delle altre razze. Perchè Tolkien tiene a far notare che benchè la gran maggioranza degli esseri viventi sappia parlare o almeno, capisca, la Lingua Comune, quando una razza o un gruppo di esseri della stessa razza si trovavano da soli parlavano la loro lingua originale.
Per quanto riguarda L'Alto Elfico Quenya Tolkien lascia una ricca nota per la pronuncia dei suoni:
Consonanti:
C: Suono duro come la K. Anche davanti ad I ed E.
CH: Suono gutturale del Tedesco Bach. Se davanti ad una T od in fine parola il suono a Gondor è diventato una
semplice H aspirata.
DH: E' il tipico suono del TH inglese
F: Suono comune se non in fine parola dove diviene una V.
G: E' gutturale.
H: Singolarmente è aspirata
I: All'inizio di parola è una Y. SOlo nel Sindarin però.
K: Si usa solo nei linguaggi che non derivano da idiomi elfici. Ha il medesimo valore della C, e nel linguaggio degli
Orchetti corrisponde ad un KH
L: Corrisponde alla lettera italiana. Se interposta tra una E o una I ed una consonante si pronuncia con il palato.
Bello sarebbe divenuto Beolo. LH dalla Terza Era in poi sarà sempre L.
NG: E' una sorta di N'G (all'inglese finger) Se in fine parola non si pronuncia.
PH: E' una F. Si usa: (a) Se è a fine parola è una f ; (b) se il suono deriva da una p P(h)eriannath-->Perian
(Mezziuomini); (c) nelle parole in cui si trova il suono ff derivato da pp
QU: CW. Combinazione presente in Quenya, inesistente in Sindarin.
R: Come in italiano. Gli Eldar trovavano la pronuncia gutturale di questa lettera da parte di Orchetti ed alcuni nani
obbrobriosa. RH è R afona.
S: E' il classico suono della esse italiana. La Z non esisteva ne in Quenya ne in Sindarin.
TH: A maggior ragione del DH è il TH dolce inglese.
TY: E' un TI. In Ovestron (Lingua Comune) diventa una CI.
V: E' come la V italiana ma ovviamente non si adopera a fine parola. (vedi F)
W: E' W inglese. Frequente in Quenya.
Y: In Quenya sta per I nei dittonghi: ia, ie, io.
Le consonanti doppie: tt, ll, ss, nn sono delle semplici consonanti lunghe. Se a fine parola venivano troncate: Rohan invece di Rhoann (arcaico Rochand)
Vocali:
Le vocali sono a, e, i, o u, y. (La y è utilizzata solo in Sindarin)
Le vocali sono pronunciate come noi lo facciamo oggi, le uniche differenze rimangono sugli accenti che trasformano una vocale da aperta in chiusa e viceversa.
Enfasi:
Per quanto riguarda gli accenti e la loro posizione, non si sa molto. Negli idiomi Eldarin la posizione dell'accento è determinata dalla forma del vocabolo.
Nelle parole di due sillabe l'accento cade quasi sempre sulla prima.
Nei termini più lunghi cade sulla penultima se contiene una vocale luna, un dittongo o una vocale seguita da due o più consonanti.
Quando l'ultima sillaba contiene (come spesso accade) una vocale breve seguita da una consonante ( o nessuna), l'accento cade sulla sillaba precedente, cioè la terzultima.
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II. Scrittura.
Le scritture e le lettere utilizzate nella Terza Era erano di origine eldarin
Gli alfabeti erano di due tipi indipendenti tra loro: il Tengwar o Tiw, ed il Certar o Cirith.
Le Tengwar sono state create addolcite, per scrittura con penna o pennello. Le Certar venivano utilizzate per le incisioni.
Le Tengwar erano le più antiche, elaborate dai Noldor, stirpe degli Eldar.
Le più antiche Tengwar sono le Tengwar di Rùmil. Non utilizzate nella Terra di Mezzo. Le Tengwar di Fëanor, di nuova concezione, derivano perlopiù dalle antiche di Rùmil. Portate nella Terra di Mezzo dagli esuli Noldor, diffondendosi tra Edain e Numenoreani. Adoperate principalmente insieme alla Lingua Comune.
Le Cirith vennero inventate ed utilizzate nel Beleriand, dai Sindar e vennero adoperate, all'inizio, solo per brevi incisioni o corte epigrafi. Esse si diffusero durante la Seconda Era e divennero note a molti popoli tra cui Uomini, Nani ed Orchetti. Questi ultimi le trasformarono adattandole ai propri fini a seconda delle proprie capacità. Le Cirith, comparvero nella Prima Era e in parte sotto l'influenza delle Tengwar dei Noldor, vennero riadattate e completate: sotto questa forma presero il nome di Alfabeto di Daeron.
Fra gli Eldar (Elfi) non si sviluppò mai una forma corsiva dell'alfabeto citato, poichè essi preferivano l'uso delle lettere fëanoriane.
Gli Elfi dell'Ovest abbandonarono quasi in toto l'uso delle rune. Ma nell'Eregion l'uso dell'Alfabeto di Daeron divenne l'alfabeto preferito dai Nani, diffondendosi ovunque a Moria. Da ciò cambiò ulteriormente nome e fu definito (più che chiamato) Angerthas Moria ovvero, tradotto: le Lunghe File di Rune di Moria. Utilizzate per scrivere qualsiasi cosa gli servisse. (Si noti che comunque i Nani conoscevano tutte le scritture correnti e molti erano dei maestri nell'utilizzo delle lettere fëanoriane)
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Lettere fëanoriane.
La tavola di seguito mostra tutte le lettere fëanoriane, utilizzate dai paesi occidentali durante la terza era.
Il sistema consta di ventiquattro lettere principali, organizzate in quattro tèmar (serie) ognuna delle quali possedeva sei teyeller (gradi). C'erano poi altre lettere aggiuntive.
Le lettere primarie erano formate da un telco (gambo) ed un lùva (arco). Il gambo poteva essere rivolto verso l'alto, oppure verso il basso. Lungo (normale) o corto. L'arco poteva essere chiuso o aperto.

Nelle lingue affini all'ovestron, con consonanti dure, si adoperava maggiormente la Serie III. La Serie IV veniva applicata alle serie K (calmatèma)
Il Grado 5 rappresentava tutte le consonanti nasali, mentre il 6 le nasali mute.
Per le consonanti aspirate era sufficiente tirare il gambo oltre la linea.
Le lettere sotto la linea sono definite AGGIUNTIVE. La 27 era impiegato universalmente per il suono L. Il numero 25 (originariamente una deformazione del 21) è la R piena. (26 e 27 erano modificazioni di questa: rh ed lh) Il 29 era la S e la 31 con un doppio arco la Z. La 30 e 32 erano delle varianti a quest'ultime citate. Benchè potessero essere usate come segni indipendenti.
Il 33, variazione debole dell'11 era un'H.
Le vocali erano rappresentate dai tehtar posti sopra la consonante. Le vocali lunghe avevano i tehtar sulla base lunga.
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Elaborato per rappresentare i suoni del Sindarin.
Nel'ampliamento dell'Angherthas, si osservano i seguenti principi ispirati al Tengwar: (1) aggiungere un ramo (asta) intensificava la voce; (2) invertire il Certh (carattere) implicavala pronuncia aspirata dello stesso; (3) aggiungere un ramo da ambo le parti dela lettera implicava un aumento del tono di voce ed un suono più nasale.

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Daeron era il menestrello e saggio della corte di Thingol di Doriath. La tradizione elfica fa risalire la creazione definitiva a lui. (su)