

In questa sezione vengono elencate le razze che colorano la Terra di Mezzo e la realtà del Signore degli Anelli.
Elfi
Nei Tempi Remoti gli Elfi si dividevano in due ceppi: gli Elfi Occidentali (Eldar) e quelli Orientali.
La stirpe degli Elfi Orientali viveva all'interno del Bosco Atro e di Lòrien.
Poiché questi erano di ceppo silvano, il loro idioma era il Sindarin, con una forma di accento.
Parlavano due lingue differenti: L'Alto Elfico (o Quenya) ed il Grigio-Elfico, ovvero il noto Sindarin.
Il Quenya è definito Alto Elfico, poiché fu il primo idioma ad essere formulato mediante scrittura aldilà dei Mari. Lingua aulica, parlate perdipiù nelle cerimonie e in materia di saghe e canti.
Il Grigio-Elfico, derivato in gran parte dal Quenya, mutò quando Thingol Grigiomanto di Doriath abbandonò il Beleriand, per muoversi verso il centro della Terra di Mezzo.
La più Nobile degli Elfi, alla fine della Terza Era era Dama Galadriel della casata dei Finarphir, sorella di Finrod Fèlagund, Re di Nargothrond.
Tutti gli Esuli (Elfi Grigi) benché trasferitisi nel Lòrien da tempo immemorabile continuavano a nutrire una passione profonda per il Mare che avevano abbandonato.
La nascita degli Elfi è posteriore a quella dei nani.
Una volta generati dalla mente di Ilùvatar, essi rimasero alla luce delle stelle per lunghissimo tempo. Per questo motivo, tra l'altro, amarono Varda, più di ogni altro Valar. Nel buio della Terra di Mezzo, i mostri fiammeggianti di Melkor, i Balrog, seminavano il terrore ovunque. La voce che un mostro a cavallo, chiamato Oromë, imperava su quelle terre seminando morte e dolore, impietriva gli Elfi.
Solo quando il Valar si presentò a loro, essi ne apprezzarono la vera natura ed impararono ad amarlo.
Il Cacciatore condusse in Valinor gli ambasciatori, chè vedessero la luce e lo splendore.
Così fu che le schiere si misero in marcia verso Occidente: e quelli furono chiamati Eldar.
Durante il cammino poi le varie schiere si separarono e da qui l'origine delle varie stirpi, e traduzioni.
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Gli Uomini parlavano l'Ovestron, ovvero la Lingua Comune.
E' necessario far notare che tale idioma fu comunque influenzato dai suoni elfici, benché le distanze fossero incolmabili e questi ultimi si tenessero nascosti dagli esseri umani.
L'Ovestron era il linguaggio di quegli che gli Efli definivano Antani o Edain, cioè "Padri degli Uomini".
Questi ultimi furono quelli che combatterono con gli Elfi per sconfiggere il Male del Nord e che come ricompensa, vennero traghettati con i Grigi aldilà del Mare e ricevettero un'immensa isola nota come Nùmenor ovvero l'Ovesturia. Questi Padri, chiamati Dùnedain dagli Elfi divennero i Re degli Uomini.
I Dùnedain erano gli unici a parlare l'idioma elfico, mentre i loro avi appresero il Sindarin, tramandandolo i figli senza modifiche sensibili. Solo i più eruditi arrivavano a studiare il Quenya e ricevevano nomi Numenor. (Tutti i Re di Gondor ricevettero un nome elfico)
Durante l'egemonia dei Numenoreani fiorirono porti in tutta la zona occidentale della Terra di Mezzo, che semplificava i commerci, Il più noto fu Pelargir presso le foci dell'Aunduin.
Caduta Numenor, vi fu un trasbordo completo dei superstiti degli Amici degli Elfi ad opera di Elendil, re degli Elfi, verso le zone Nord-Occidentali della Terra di Mezzo. Era l'inizio dell'estinzione dei Dunedain.
Fu in questo frangente che l'Ovestron si raffinò e musicalizzò con gli influssi elfici.
Dagli Edain discesero i Beorniani, gli Uomini dei Boschi del Bosco Atro Occidentale e gli uomini che dimoravano più ad Est, a Lago Lungo ed a Valle. Della stessa stirpe furono gli abitanti della zona fra Gaggiolo e Carrock, coloro i quali a Gondor venivano chiamati Rohirrim ovvero i Padroni dei Cavalli. Questi ultimi, con un idioma rozzo ed ancestrale si chiamarono Eorlingas ovvero Uomini del Riddermark.
Vi erano poi anche gli uomini Selvaggi, i quali risiedevano nella Foresta Druadana e che prlavano un idioma a se.
Vagamente affine all'idioma dei Selvaggi era quello dei Dunlandiani (ultimi superstiti dei Monti Bianchi) e degli Uomini Morti di Dunclivio. Alcuni di questi ultimi poi migrarono attraverso le Terre Nebbiose per approdare ai Tumulilande.
Da questi discendevano poi gli Uomini di Brea, i quali caddero sudditi del regno di Arnor.
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Gli Hobbit, o Mezziuomini, come venivano chiamati spregiativamente dagli uomini, parlavano la Lingua Corrente da circa mille anni.
Gli idiomi, comunque erano sempre stati quegli degli uomini presso i quali avevano vissuto.
I nomi propri rimanevano ancora quelli dei Rohan e della Valle. I giorni e i mesi e il metodo di calcolo dell'anno era lo stesso della zona del Gaggiolo.Gli Elfi li chiamavano Periannath.
L'etimologia della parola Hobbit è stata dimenticata. Pare comunque che fosse stato un nome attribuito ai Pelopiedi dagli Sturoi, forma abbreviata e disseccata del termine conservato integralmente a Rohan holbytla cioè "scavatori di buchi". E' infatti risaputa la bravura nello scavare la terra dei mezziuomini e delle loro splendide case scavate nei fianchi delle colline, in lunghi cunicoli. In genere, tra l'altro, le stanze più importanti, quelle che dovevano essere per gli ospiti erano poste lungo la parte esterna del cunicolo, così da potervi aprire delle finestre. Le stanza meno nobili, come cucine, bagni, ripostigli e magazini erano più interni alla collina ed erano ovviamente cechi.
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Gli esseri più antichi della Terza Era. Erano conosciuti come Onodrim o Enyd. Ent, fu il nome che ricevettero dagli uomini di Rohan.
Gli Eldar li conoscevano in tempi remoti, e da essi gli Ent attinsero NON il linguaggio, MA la voglia di parlare. L'idioma che essi crearono era del tutto differente dagli altri. Lento, sonoro, ripetitivo, pieni di piccole sfumature fra le vocali, talmente articolato che neppure gli Eldar avevano mai provato a trascrivere. Il loro idioma veniva comunque utilizzato solo "in casa".
Abili nell'imparare altri linguaggi, avevano una memoria ferrea: ciò che apprendevano non veniva mai più dimenticato.
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Popolo malefico, ricevette questo nome dalle altre genti.
Il nome Sindarin era Orch, assimilabile al Linguaggio Nero che li definiva Uruk. O meglio uruk erano i capi orchetti, il resto della marmaglia era chiamato snag, ovvero schiavo.
Allevati nei tempi remoti dall'Oscuro Potere, pare fossero privi di un proprio linguaggio, ma che si siano impadroniti di termini e vocaboli di altri idiomi.
Malgrado ciò il loro dialetto rimaneva rozzo e brutale, appena sufficiente ad esprimere volgarità ed insulti.
Vivendo in gruppi separati, svilupparono presto una miriade di dialetti ancor peggiori del ceppo originale, caratteristici di ogni tribù. L'unico modo che rimase oro di esprimersi, fu quello di imparare l'Ovestron.
Il Linguaggio Nero, si suppone sia stato creato da Sauron, idioma che sarebbe servito per unificare sotto la stessa lingua tutti i suoi sudditi. Gli unici esseri che non dimenticarono mai tale idioma, anche dopo le sconfitte del mago furono i Nazgûl.
Quando Sauron risorse, tale idioma riapparve a Barad-dûr. Anche i capitani di Mordor ricominciarono ad utilizzarlo.
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Vagabondo deriva dal Sindarin torog.
I Vagabondi all'origine dei tempi erano esseri informi e smorti, ed il loro linguaggio non era migliore di quello delle bestie.
Sauron li sfruttò, gli fece apprendere le peggiori malvagità e malizie, al fine di assoggettarli.
Alla fine della Terza Era apparve però ai confini di Bosco Atro, un nuovo ceppo di Vagabondi, chiamati dal Linguaggio Nero Olog-hai.
Nessuno dubitava della loro origine e dal ceppo da cui provenivano, ma c'erano varie teorie a proposito di cosa fossero: alcuni pensavano che fossero Orchetti e non vagabondi, altri che fossero Orchetti giganti. Fatto sta che questi erano più forti ed intelligenti di qualsiasi orchetto.
Benché Suaron li sostenesse col proprio volere, questi sembra, sopportassero perfettamente la luce del Sole.
Pur parlando poco il linguaggio che essi usavano era quello di Bard-dûl.
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Razza a parte.
Le loro origini sono dubbie: simili, ma del tutto diversi dagli Elfi e dagli Uomini.
Razza robusta e resistente, segreta, laboriosa, fedele ai ricordi del male e del bene, amante della roccia, delle gemme e di ciò che può essere creato da una mano artigiana.
Non hanno una personalità malvagia: pochi di loro servirono il Nemico spontaneamente.
Essendo anche abili commercianti, in breve tempo impararono l'Ovestron.
Pochi però anno che (ciò era tenuto segretissimo), i Nani tra di loro parlavano il loro idioma, curandolo e custodendolo.
I Nani, venero creati da Aulë ancor prima degli Elfi.
Il Fabbro, infatti, preso dalla smania della creazione, creò un qualcosa che secondo lui poteva riempire Arda, apprezzandone però le bellezze.
Creò così i Sette Padri, ovvero gli iniziatori della stirpe. La più famosa rimase, anche per la forte amicizia che instaurò con gli Elfi, quella di Durin.
Quando Ilùvatar si accorse di ciò che il Modellatore aveva fatto, non fece in tempo ad irarsi che già Aulë era seriamente pentito e disposto a distruggere tutto ciò che era stato creato prima di quello che lo stesso Eru aveva in mente.
Ma Ilùvatar non accettò che i Nani fossero distrutti, ma solamente impose che venissero occultati e nascosti fino a quando non fossero stati partoriti i Primi Figli di Ilùvatar, cioè gli Elfi.
Ilùvatar, aggiunse anche che vi sarebbero stati disappunto e discordia tra i "suoi figli e quelli che considera come tali dopo averli adottati".
Dalle storie di Tolkien l'ultima affermazione sembra essere reale: si leggano le avventure di Bilbo ne "Lo Hobbit"
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